Nel poker online non puoi vedere il mazzo mescolato dal vivo, quindi la fiducia si basa su prove: licenze, test indipendenti e comportamenti verificabili dall’esterno. Un buon Random Number Generator (RNG) non è “fortunato” o “sfortunato”: deve produrre risultati imprevedibili, essere implementato correttamente e funzionare in modo che né l’operatore né il client del giocatore possano influenzare la distribuzione delle carte. Questa checklist raccoglie controlli realistici che un giocatore può fare nel 2026 e spiega come interpretarli senza cadere nelle trappole della varianza.
Nei mercati regolamentati ci si aspetta che il software di gioco venga testato rispetto a standard tecnici e che il processo sia documentato. Un riferimento utile è l’impostazione adottata in Gran Bretagna: i concessionari devono rispettare gli standard tecnici per il gioco a distanza e seguire una strategia di test per prodotti e aggiornamenti. L’idea chiave è semplice: non basta “dichiarare” correttezza, serve verifica esterna.
Il primo passo pratico è cercare un certificato RNG o un report di test rilasciato da un laboratorio indipendente riconosciuto nel settore. Esempi noti sono eCOGRA (che offre servizi di certificazione RNG) e iTech Labs (che include test e certificazione RNG tra le proprie attività). Un operatore serio di solito indica chi ha testato l’RNG, cosa è stato testato (modulo RNG, versione/build) e quando è stata rilasciata la certificazione.
Non fermarti al logo. Un documento credibile deve avere data, riferimenti alla versione, ambito del test e un modo per validarlo (numero di certificato, pagina di verifica, o un riferimento diretto all’auditor). Se un sito evita di condividere dettagli minimi sulla certificazione, è un segnale di scarsa trasparenza.
Cerca ambito e identificatori. Un report davvero informativo indica quali componenti sono stati verificati, quali standard/metodologie sono stati applicati e se il build testato risulta conforme. Un PDF generico, senza date e senza riferimenti alla versione, è più marketing che prova.
Cerca segnali di indipendenza. Auditor riconosciuti descrivono pubblicamente i propri servizi e processi: eCOGRA spiega la certificazione RNG come servizio specifico, e iTech Labs presenta la certificazione RNG tra le attività disponibili. Non è una garanzia assoluta, ma è molto meglio di un “controllo interno” non documentato.
Diffida delle incongruenze. Se il sito dichiara una licenza e il certificato cita un’entità diversa, un nome societario differente o un prodotto non corrispondente (per esempio non riferito al poker), potresti avere davanti documenti che non coprono davvero l’RNG che stai usando.
Un quadro credibile sulla correttezza dell’RNG di solito vive dentro un sistema di conformità: obblighi di licenza, standard tecnici e una procedura stabile per testare le modifiche. La documentazione del regolatore britannico sugli standard tecnici e sulla strategia di test per prodotti remoti mostra l’importanza di controlli strutturati, anche quando il software viene aggiornato.
Nella pratica, vuoi vedere tre elementi coerenti: (1) una licenza identificabile, (2) un approccio di test che includa RNG e sicurezza, (3) una gestione delle modifiche che renda difficile sostituire “in silenzio” un modulo critico. Se il client viene aggiornato spesso ma le date/ versioni nelle certificazioni restano ferme per anni, è una discrepanza da annotare.
Osserva anche come vengono comunicati gli aggiornamenti: un operatore affidabile tende a riportare versione, data di rilascio e natura delle modifiche, soprattutto se incidono sul gioco. Quando tutto resta vago (“miglioramenti”, “fix minori”) ma l’esperienza cambia in modo netto, è ragionevole chiedersi se manchi controllo o trasparenza.
Confronta il nome del titolare della licenza e dell’azienda: deve essere coerente tra footer, termini del portafoglio, pagina sul gioco responsabile e contatti legali. Incoerenze tra entità giuridiche sono un campanello d’allarme frequente.
Controlla le dichiarazioni sull’auditor. Se viene citato un laboratorio specifico, verifica che quel laboratorio offra davvero test/certificazione RNG e che esista una traccia pubblica credibile della sua attività. Quando l’auditor è difficile da trovare o appare “nuovo” senza storico, la dichiarazione vale meno.
Cerca riferimenti a standard e procedure di test. I regolatori che pubblicano standard e strategie di verifica creano un’aspettativa di controlli ripetibili, non di promesse generiche. Se un sito evita qualunque riferimento a standard, versioni o audit, il livello di affidabilità percepibile dall’esterno scende.

Le hand history non “dimostrano” da sole la correttezza dell’RNG, ma possono aiutarti a riconoscere comportamenti che non tornano. L’obiettivo è fare triage: capire se il servizio sembra gestito in modo professionale e coerente, non costruire una prova matematica definitiva.
Parti da elementi misurabili: disconnessioni in momenti chiave, blocchi del client quando sei all-in, ritardi anomali legati a piatti grandi. I problemi di rete esistono, ma se gli incidenti si concentrano sempre in situazioni ad alto impatto e quasi mai nei piatti piccoli, vale la pena documentarli.
Verifica poi completezza e coerenza dei log: devi poter esportare hand history complete e queste devono corrispondere a ciò che hai visto al tavolo. È normale che alcune informazioni restino nascoste (carte dell’avversario senza showdown), ma non è normale “perdere” azioni, cambiare eventi o alterare tempistiche dopo il fatto.
Disciplina sul campione: evita conclusioni su poche migliaia di mani. Nel poker le sequenze estreme possono accadere senza che ci sia nulla di anomalo. Se analizzi distribuzioni (semi, carte, texture del flop), fallo su campioni grandi e cerca anomalie grossolane, non micro-deviazioni.
Confronta formati e livelli: se giochi più modalità nello stesso sito, i comportamenti strani si vedono solo in una sezione (per esempio solo fast-fold o solo un tipo di torneo)? In quel caso potrebbe trattarsi di bug o configurazioni specifiche, non di un problema globale dell’RNG. È comunque importante, ma cambia la diagnosi.
Osserva la coerenza operativa: pagamenti, regole dei tornei, garanzie, finestre di late registration, qualità delle risposte dell’assistenza. Spesso le storie di “RNG truccato” convivono con altri segnali di gestione disordinata. Un servizio che non sa spiegare bene dispute o regole tende anche ad avere controlli tecnici meno solidi.